Disciplinare di produzione della Ceramica Artistica e Tradizionale di Laterza

Disciplinare approvato dal Consiglio nazionale ceramico del 13.12.2004

Tutto il testo qui

INDICE
Premessa:
- Nella Terra delle Gravine (R. Bongermino)
- S. Lorenzo protettore dei figuli (R. Bongermino)
- Habitat naturale (A. Clemente)
Art.1- Campo di applicazione
Art.2- Marchio
Art.3- Zona di Produzione
Art.4- Caratteri fondamentali della ceramica artistico-tradizonale laertina
Art.5- Materie prime e fasi produttive
Art.6- Stili e decori della tradizione ceramica di Laterza - Produzioni tipiche
Art.7- Controllo della produzione
Art.8- Utilizzo del marchio e controlli
Art.9- Vendita della ceramica a marchio D. O. C.
Art.10- Difesa del marchio
Art.11- Comitato di disciplinare
Art.12- Consorzi volontari
Art.13- Disposizioni finali
NOTE

Premessa
- Nella Terra delle Gravine
Laterza è una suggestiva cittadina di origini molto antiche posta a 340 mt. s.l.m. a Nord Ovest di Taranto ma in posizione centrale nell’arco della murgia lungo la via Appia Nuova che da Taranto porta a Roma, nella maestosa terra delle “gravine”- profondissimi e scoscesi burroni, eccezionali anche per gli insediamenti umani protrattisi per millenni le cui numerose grotte furono utilizzate come abitazioni non solo dai preistorici, ma che presentano anche una vasta gamma degli aspetti storico- artistico- religiosi- in una cornice naturale con boschi rigogliosi e ricchi corsi d’acqua che la rende la zona più interessante di tutta la riviera jonica.
Dista 45 Km da Taranto, 15 da Matera (e dai suoi famosi sassi) e 20 da Santeramo in Colle (BA). pertanto, congiunge tre province e due regioni.
INDICE
- S. Lorenzo protettore dei figuli
Il borgo antico appare all’osservatore nella sua suggestiva bellezza, affacciandosi da una terrazza della contrada Conche. Il campanile della maestosa chiesa matrice dedicata a S. Lorenzo martire (sec. XV), protettore dei figuli, svetta assembrando le abitazioni che gli fanno da corona come un serto di fiori. Lungo i gironi degradanti del costone scosceso della gravina, le abitazioni penetrano nella parete rocciosa con profondi ipogei e nel cui contesto si trovano le antiche fornaci i cui documenti d’archivio riferiscono la loro presenza in contrade “intra moenia” come S. Spirito, S.Croce, S. Giuliano e porta della Fontana, ed in contrade “extra moenia” quali S. Lucia, S. Donato, S. Sebastiano, S.M. la Vetere o della Grande, Crocifisso.
INDICE
- Habitat naturale
Era un habitat naturale quello delle fornaci; come i figuli greci, anche i laertini hanno svolto le loro attività figuline negli ipogei che offrivano le caratteristiche climatiche ideali occorrenti per la lavorazione dell’argilla: temperatura costante in tutte le stagioni, ampi spazi per depositi dei manufatti e della legna per la cottura. Nel corso dei millenni la ceramica ha avuto sempre un’importanza fondamentale, poiché è un elemento innovativo che contribuisce alla classificazione degli aspetti culturali di un determinato gruppo etnico. Infatti il territorio di Laterza è ricco di testimonianze archeologiche: case e palazzi poggiano su di una città sepolta e di tanto in tanto affiora cocciame di diverse epoche storiche: precoloniale, japigia geometrica, ceramica di Gnathia, apula peuceta, italiota, d’età romana.
INDICE
Art. 1
Campo di applicazione
Il presente disciplinare detta norme per l’apposizione del marchio “ceramica artistica e tradizionale di Laterza” alla produzione laertina di ceramica artistica e tradizionale a tutela della sua denominazione d’origine e ai fini della difesa e della conservazione delle sue caratteristiche formali e produttive, da parte dei produttori che siano iscritti all’Albo delle Imprese artigiane presso la C.C.II.AA. di Taranto, nonché al “registro dei produttori di ceramica artistica e tradizionale” previsto dall’art.3 della legge 9.7.1990 n. 188.
INDICE
Art. 2
Marchio
Il marchio che contraddistingue la produzione laertina di ceramica artistica e tradizionale di cui al precedente art. 1 è rappresentato dal logotipo del figulo, intento alla lavorazione di un vaso sul tornio, sormontato dall’iscrizione “ceramica artistica e tradizionale di Laterza” tracciato in modo indelebile (es. a crudo, a fuoco, in decal, in terza cottura) apposta di norma sulla base d’appoggio dell’opera.
In prossimità del marchio, il produttore dovrà apporre sull’opera le iscrizioni relative alla propria denominazione di fabbrica (iniziali); all’anno di produzione; al numero progressivo di tiratura, ove esistente; all’eventuale proprietà artistica, all’indicazione relativa all’uso alimentare o per sostanze d’uso personale in conformità alle norme UNL con relativa certificazione.
Per la riproduzione di opere storiche realizzate per il decoro e non per l’uso di contenimento di generi alimentari potrà essere usato smalto della stessa composizione del tempo di invenzione, cioè con uso del piombo come fondente e dello stagno come opacizzante – Sul retro dei detti manufatti dovrà comunque essere apposto il segno distintivo indicante l’uso “non per alimenti”.