sabato 11 febbraio 2012

Laterza ... Città della Maiolica, del Pane, dell'arrosto e delle Gravine

Da visitare: la Gravina. Da degustare: la Focaccia. Da portare a casa: la Maiolica

Il caratteristico e mediterraneo centro storico è costituito da viuzze, viottoli, case, abbarbicate, imbiancate a calce che le conferiscono una splendida luminosità, con chianche, strettoie, scalinate, piazzette, chiese, palazzi, e panoramica sulla spettacolare Gravina a strapiombo fra gli odori del timo e della santoreggia e le caratteristiche piante di fichi d’india, capperi e fiori multicolori. Notevoli si ergono la quattrocentesca Chiesa Matrice S. Lorenzo Martire, in stile romanico pugliese dal pregevolissimo rosone e affreschi interni, il Palazzo Marchesale, simbolo cittadino del potere tardo meioevale, il rione la “Mesola” nei pressi della Fontana; fuori le mura dell’antica civitas sorge la più vetusta delle chiese locali, la Madonna della Grande (XII secolo); in una lama si erge il Santuario dedicato a Maria SS Mater Domini, finemente decorata in stile barocco. Rinomatissima, nel corso dei secoli, come centro di produzione maiolicara, già sito della “Civiltà Eneolitica di Laterza” (2000 a.C.), qui sono stati ritrovati manufatti ceramici che attestato la presenza di questa produzione sin dalla notte dei tempi; fu nei secoli XVI-XVII-XVIII che la maiolica laertina si affermò grazie ad artisti come il D’Alessandro, il Collocola, il Gallo, fino ai De Vietro, lasciandoci vestigie conservate nei più grandi Musei del mondo: da quello di Londra a quello di Berlino, da Limoges a Leningrado, al “Castello Sfrozesco” di Milano, al Museo Civico di Torino al “Museo Internazionale della ceramica” di Faenza con le tipiche forme, albarelli, piatti da parata, acquasantiere, mattonelle, anfore, mosaici, con decorazioni in “turchino” dei piatti da parata raffiguranti scene di battaglia, mitologiche, di caccia, paesaggi e stemmi ararldici. Ancora oggi è rinomatissima la produzione di ceramica d’arte locale.

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