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Torna a Laterza la mattonella votiva rubata 34 anni fa

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Torna a Laterza (TA) la mattonella votiva rubata 34 anni fa dal santuario “Mater Domini” da: TRM Network Venerdì 2 Febbraio 2018, alle ore 19.30, a Laterza (TA), presso il Santuario “Mater Domini”, verrà restituita a S.E. Monsignor Claudio Maniago, vescovo della Diocesi di Castellaneta, la mattonella votiva in ceramica laertina del ‘600, raffigurante  “SS Pietro e Paolo”, trafugata dalla cripta del Santuario il 23 settembre 1979 e recuperata, a Roma, dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bari (TPC).  La consegna avverrà in occasione di una giornata liturgica e di un evento culturale denominato  “I Capolavori della maiolica Laertina”,  “La grande targa dei Santi Pietro e Paolo torna a casa”  a cui parteciperanno, tra gli altri, la dottoressa Eugenia Vantaggiato, Segretario Regionale per i Beni Culturali e l’architetto Maria Piccarreta, Soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Lecce – Brindisi – ...

ELENCO CERAMISTI LAERTINI DAL 1745

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Nel 1745, quando Laterza contava appena 3200 abitanti, vi erano 45 "faenzari". Eccoli: 1° - Agostino Collocola, faenzaro di anni 30 (I)  2° - Andrea di Iacovo, maestro faenzaro di anni 45  3° - Agostino Mirtei, faenzaro, di anni 34  4° - Carlo Santeramo di Domenico, faenzaro  5° - Carlo Guglielmo, maestro faenzaro di anni 30  6° - Domenico Santeramo, maestro faenzaro, di anni 66  7° - Donato De Nunzio, pittore di faenza, di anni 37 8° - Domenico Geminale, maestro faenzaro di anni 44  9° - Domenico Mele, faenzaro di anni 56  10° Donato Scarato, faenzaro di anni 28  11° -. Domenico Mosca, faenzaro di anni 32  12° Domenico Pomarico di Leonardantonio, maestro faenzaro 13° - Francesco Paolo Lo Forese, maestro faenzaro di anni 26 14° - Felice Qaetano Santeramo di Giuseppe, faenzaro di anni 32 15° - Felice Oronzo di Vietro, maestro faenzaro di anni 41 16° - Francesco Galli, faenzaro di anni 51  17° - Francesco Dell'Orco di Tommaso, faen...

ANGELO ANTONIO D'ALESSANDRO

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Il più prestigioso ceramista dell'età barocca, nacque a Laterza nel 1642 da Nicol'Antonio da Santeramo e da Cristina Festa. Fu un prelato, come risulta dall'elenco del clero laertino del 1676.  Lasciò presto Laterza per studiare in un seminario della capitale e vi tornò sacerdote, succedendo, nel 1667, alla morte del canonico Don Leonardo Antonio Brizio, alla guida della chiesa di San Lorenzo Martire. D'Alessandro morì nel 1717 all'età di 75 anni. Al periodo che va dal 1670 al 1690 risalgono le esecuzione di piatti con tese decorate a tralci e margherite in monocromia turchina, numerosi e pregevoli capi con stemmi gentilizi conservati in musei francesi e londinesi, ora anche a Laterza. Al periodo 1689-1693 risalgono le serie dei presentatoi su piede. Si tratta di importanti commissioni dal momento che è riportato lo stemma del committente. In questi capi ricorrono motivi ornamentali quali alberi ritorti e fittamente tratteggiati, elementi vegetali astrattamente ...

GRAND TOUR della Ceramica a Laterza

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Il nuovo anno, per il MuMA di Laterza, è un’esplosione di stili e colori. Dal 13 gennaio al 28 febbraio, il museo della maiolica ospiterà la mostra nazionale itinerante  “Grand tour – Alla scoperta della ceramica classica italiana” , una raccolta di riedizioni dei grandi classici dell’arte figula nazionale, organizzata dall’ AiCC, l’Associazione italiana Città della Ceramica . È la seconda esposizione che il Comune di Laterza ospita in poco più di un mese, grazie anche alle risorse garantite dal progetto regionale  “La Murgia abbraccia Matera” : è ancora possibile ammirare gli albarelli della collezione Chini, infatti, che insieme con i pezzi già presenti nel museo hanno dato spessore al catalogo del MuMA presentato lo scorso 2 dicembre. I manufatti della mostra “Grand tour”, poi, serviranno a riflettere ulteriormente sul valore della ceramica come attrattore culturale e, non ne sia una diminutio, turistico: come gli intellettuali, dal ‘600 in poi, scoprivano le bel...

L'ANTICA FORNACE

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Questa fornace di origine medievale  è stata fino a qualche anno fa  l'ultima fornace a legna ancora attiva a Laterza. Essa è scavata nella roccia  come tanti altri insediamenti ipogei presenti nel territorio. Come questa, nel territorio laertino,  tante erano le fornaci che facevano di Laterza  uno dei centri di maggiore interesse per la produzione di maioliche. Con l'andar del tempo molte sono scomparse perché abbattute, altre sono diventate cantine. Il maestro De Vietro in questa fornace  vi ha lavorato fino a poco tempo prima della sua morte.  Da quel momento in poi la fornace è stata lasciata nel più completo stato di abbandono. Nel suo interno si possono ancora ammirare  gli attrezzi per la lavorazione della creta e del colore.

Alzata Prima metà del XVII secolo

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Policromia: turchino, giallo e arancio con brevi pennel­late di verde marcio, su smalto bianco La tesa del piatto è decorata con una leggera ghirlan­da vegetale a foglie blu e gialle.  Anche nel cavo una cornice di tralci vegetali circoscrive l'inedita raffigu­razione  di una "Amazzone centauressa";  (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Seconda metà del XVII secolo

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Derivazione dal compendiario: turchino in diverse grada­zioni e giallo-arancio, su smalto bianco Grande piatto apodo con ampio cavetto e larga tesa quasi orizzontale. Un ricco festone di foglie d'acanto in turchino inframmezzate da piccoli cerchi con punti inscritti orna la tesa;  mentre nel cavo si ripete, contornata da una stretta fascia a ovuli, la stessa scena raffigurante Artemide ed Atteone del piatto già pubblicato. (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Prima metà del XVII secolo

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Compendiario: turchino in diverse gradazioni, giallo e arancio, su smalto bianco e spesso Grande piatto apodo con cavo poco profondo e larga tesa orizzontale. Sulla tesa, tra linee e filetti concentrici, è una ghirlan­da vegetale a girali, terminanti in grandi fiori a cinque petali e piccoli pomi; elemento 'a campanula' tra le volute. Nel cavo è una elaborata scena, non unica nel pano­rama dei compendiari pugliesi, con l'episodio mitolo­gico della punizione di Atteone, trasformato in cervo da una irata Artemide, perché non rivelasse a nessuno di aver sorpreso la dea e le sue compagne mentre face­vano il bagno nude nella fonte Parteìa. (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Seconda metà del XVII secolo

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Compendiario : turchino in diverse gradazioni, giallo e  arancio, su smalto bianco La tesa del piatto è decorata con festoni di foglie di acanto in turchino e giallo-arancio alternati, e cam­pita in alto da scudetto non identificato con angeli reggi scudo blasonabile. Arma: un destriero vestito e con guanti uscente dal lato sinistro tenente un ramo di rosa di tre pezzi e nel capo tre stelle poste in fascia. Nel cavo la rappresentazione della "Caccia all'elefan­te" L'attribuzione al prete-ceramista (d'Alessandro) resta un'ipo­tesi di lavoro che comporta peraltro lo slittamento della datazione al terzo quarto del Seicento.  Bibliografia: Catalogo MuMa

Albarello XVII secolo

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Prima metà del XVII secolo Policromia: turchino, giallo e arancio su smalto bianco Albarello cilindrico con restringimento al centro; presenta una deco­razione policroma su smalto bianco realizzata con giallo arancione, blu turchese e bruno di manganese per i contorni dei vegetali. La scena centrale è occupata da uno stemma.  Al di sopra dello stemma gentilizio, contornato da nastri, fiori e foglie, vi è un puttino alato, mentre ai lati vi sono dei tratti verticali simili a nastri.  Bibliografia: Catalogo MuMa