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Alzata Prima metà del XVII secolo

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Policromia: turchino, giallo e arancio con brevi pennel­late di verde marcio, su smalto bianco La tesa del piatto è decorata con una leggera ghirlan­da vegetale a foglie blu e gialle.  Anche nel cavo una cornice di tralci vegetali circoscrive l'inedita raffigu­razione  di una "Amazzone centauressa";  (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Seconda metà del XVII secolo

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Derivazione dal compendiario: turchino in diverse grada­zioni e giallo-arancio, su smalto bianco Grande piatto apodo con ampio cavetto e larga tesa quasi orizzontale. Un ricco festone di foglie d'acanto in turchino inframmezzate da piccoli cerchi con punti inscritti orna la tesa;  mentre nel cavo si ripete, contornata da una stretta fascia a ovuli, la stessa scena raffigurante Artemide ed Atteone del piatto già pubblicato. (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Prima metà del XVII secolo

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Compendiario: turchino in diverse gradazioni, giallo e arancio, su smalto bianco e spesso Grande piatto apodo con cavo poco profondo e larga tesa orizzontale. Sulla tesa, tra linee e filetti concentrici, è una ghirlan­da vegetale a girali, terminanti in grandi fiori a cinque petali e piccoli pomi; elemento 'a campanula' tra le volute. Nel cavo è una elaborata scena, non unica nel pano­rama dei compendiari pugliesi, con l'episodio mitolo­gico della punizione di Atteone, trasformato in cervo da una irata Artemide, perché non rivelasse a nessuno di aver sorpreso la dea e le sue compagne mentre face­vano il bagno nude nella fonte Parteìa. (da Catalogo MuMa)

Piatto da parata Seconda metà del XVII secolo

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Compendiario : turchino in diverse gradazioni, giallo e  arancio, su smalto bianco La tesa del piatto è decorata con festoni di foglie di acanto in turchino e giallo-arancio alternati, e cam­pita in alto da scudetto non identificato con angeli reggi scudo blasonabile. Arma: un destriero vestito e con guanti uscente dal lato sinistro tenente un ramo di rosa di tre pezzi e nel capo tre stelle poste in fascia. Nel cavo la rappresentazione della "Caccia all'elefan­te" L'attribuzione al prete-ceramista (d'Alessandro) resta un'ipo­tesi di lavoro che comporta peraltro lo slittamento della datazione al terzo quarto del Seicento.  Bibliografia: Catalogo MuMa

Albarello XVII secolo

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Prima metà del XVII secolo Policromia: turchino, giallo e arancio su smalto bianco Albarello cilindrico con restringimento al centro; presenta una deco­razione policroma su smalto bianco realizzata con giallo arancione, blu turchese e bruno di manganese per i contorni dei vegetali. La scena centrale è occupata da uno stemma.  Al di sopra dello stemma gentilizio, contornato da nastri, fiori e foglie, vi è un puttino alato, mentre ai lati vi sono dei tratti verticali simili a nastri.  Bibliografia: Catalogo MuMa

Albarello - Prima metà del XVII secolo San Nicola

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Policromia: turchino, giallo, arancio e bruno, bianco Una Chiesa dedicata a S. Nicola dei Greci Albanesi, situata nei pressi dell'hospitale nuovo - spezieria cinquecentesca, testimonia la venerazione dei laertini verso questo santo vescovo del IV sec considerato "un ponte fra Oriente e Occidente" della Russia e della Grecia.  L'albarello è quasi cilindrico, con collo alti estroflesso. In basso e in alto, invece della tra catenella a onde correnti, è presente una decorazione matrice triangolare in monocromia turchina. Bibliografia: Lupoli-Pansini 2010, scheda 18. Elio Scarciglia (da Catalogo MuMa)

Albarello - Prima metà del XVII secolo

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Policromia: turchino, giallo, arancio, su smalto bianco ".... una donna vestita di sole ... sul suo capo una corona di dodici stelle...":  è l'Immacolata come viene preannunciata nel Libro dell'Apocalisse. A Laterza la venerazione per l'Immacolata ha origi­ni lontane. Infatti la Chiesa del Purgatorio, del XVIII secolo, era inizialmente dedicata all'Immacolata Concezione di Maria Santissima e alle Anime Sante del Purgatorio, ed era stata eretta in sostituzione di un'altra, molto più antica e piccola, della quale non sono pervenuti che ruderi e tracce dell' affresco in onore dell'Immacolata. In questo albarello la sua rappresentazione è essen­ziale e imponente, inquadrata da semplici filetti ver­ticali paralleli, oltre i quali si dispongono altri ele­menti decorativi: frange, foglie, viticci e frutti globo­si. Il giallo da risalto all'aureola, alle stelle a otto raggi, e all'abito "solare", mentre il resto dell'orna­menta...

Albarello - Prima metà del XVII secolo

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Compendiario : turchino in diverse gradazioni, giallo, aran­cio, su smalto berettino. La tipologia dell'apparato decorativo, limitato al recto del vaso, è quella tradizionale: stemma coronato di elmo con cimiero piumato, circondato da cartigli e nastri svolazzanti. Ma, a differenza di molti altri alba­relli laertini coevi, presenta la peculiarità di soli tre filetti continui, alla base e alla spalla, mancando il motivo a catenella. Risulta insolita anche la presenza della fascia decorativa, che circonda base e spalla, costituita da elementi fitomorfi globosi e schiacciati, alternati anche nel colore e connessi da viticci termi­nanti in piccole bacche apicali. Lo scudo è doppiamente bordato con filetti continui di turchino e di arancio, ed è inserito in un cartiglio ela­borato con volute, nastri e foglie, elementi nei quali si avvicendano i medesimi colori. Si può supporre che l'emblema araldico sia quello di un membro della nobile famiglia Cicinelli, principe di Cursi e, dal...

Piatto da Parata - Prima metà del XVII secolo

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Piatto da Parata Prima metà del XVII secolo Compendiario: turchino, giallo e arancio su smalto bianco La tesa del piatto presenta una semplice ghirlanda vegetale e floreale, e un piccolo tralcio circonda anche lo stemma non identificato campito nel cavo.  (da Catalogo MuMa - Bibliografia: inedito. Guido Donatone)

Piatto da parata - Prima metà del XVII secolo

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Piatto da parata Prima metà del XVII secolo Compendiario: turchino, giallo, arancio e ocraceo, su smalto bianco II piatto da parata presenta una tesa adornata dalla ghirlanda vegetale a "carote, foglie e fiori", caratte­ristica del compendiario delle fabbriche salentine.  La decorazione araldica che campisce il cavo è costituita da uno stemma non identificato blasonabile.  (da Catalogo MuMa)