lunedì 30 novembre 2015



COMPENDIARIO

agg. lett. [sec. XVI; dal latino compendiaríus].
Lo stile compendiario, è uno stile pittorico
che riassume gli elementi essenziali
di una forma senza cura di particolari
e di linee di contorno.
Tale stile fu tipico anche nella decorazione delle maioliche
europee del sec. XVII,
che deriva i suoi modi dai “bianchi di Faenza"
La produzione dei «bianchi»
con decorazione «compendiaria»
nasce quindi a Faenza attorno al 1540,
dove persiste fino alla fine del Seicento.
Da Faenza la moda si diffonde in tutta Italia
- financo a Laterza -
e in molti paesi europei.
Gli smalti delle produzioni compendiarie laertine
presentano in generale buona qualità per spessore
e capacità coprente,
con colorazione che oscilla
dal bianco in tonalità fredda al bianco latteo in tonalità più calda.
La tavolozza cromatica
comprende il turchino,
in varie gamme di intensità,
il giallo carico,
l'arancio e il più raro verde marcio.
In Foto Piatto da parata
Fine XVI
Stile: Compendiario - Turchino in diverse gradazioni, giallo, arancio, bruno e verde marcio su smalto bianco e spesso.
Dunque abbiamo la tavolozza cromatica su uno smalto bianco...e spesso.

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ISTORIATO

Con il termine "ISTORIATO" si indica una decorazione estesa sull'intera superficie del piatto
rappresentante "istorie", cioè scene mitologiche, di episodi storici, di battaglie, di caccia.

Tra il 1650-1720 circa, i Ceramisti di Laterza crearono, un proprio stile istoriato
definito "istoriato laertino". 

Tale stile è caratterizzato dalla monocromia turchina su smalto bianco.
Tale monocromia è realizzata con sfumature variabili che vanno dal celeste all’azzurro,
al blu o meno intenso. 

Il giallo e il verde compaiono raramente.

L’istoriato laertino preferisce rappresentare scene cavalleresche, ispirandosi a modelli iconografici
tratti da incisioni del ‘500 e del ‘600.
In Foto: Piatto da parata
Autore: Vito Perrone,
Periodo: fine del XVII - inizi del XVIII secolo
Istoriato: monocromia turchina su smalto berertino

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sabato 7 novembre 2015

I CONTEMPORANEI

(note tratte da "Laterza e la sua Storia - dai Peucti ai laertini" di D. Rizzi"



Nel nostro secolo la ceramica laertina ha continuato la sua sto­ria grazie al faenzaro Michele De Vietro, nato a Laterza il 1919 e morto il 1978, discendente di faenzari e vasari di Laterza già dal 1700. Con lui lavorava l’allora giova­ne Michele Casarola che lo aiu­tava nel suo laboratorio e che anco­ra oggi continua la sua.


La produzione del De Vietro negli anni 40-50 si limitava alla lavora­zione di oggetti di uso comune nelle famiglie contadine (cuchj­me, piatti, capase, ecc.) lascian­do loro la fattura grezza o al mas­simo lucidata o colorata con tinte di terra o di metallo.

I suoi oggetti finemente lavora­ti al tornio, si avvalevano di creta da lui stesso scelta e selezionata in collaborazione con l’aiutante Casarola. Essi, dopo aver ricercato l’argilla, la pestavano per poi raffinarla tra le mani; solo quando il tutto era soddisfacente, passavano alla lavorazione vera e propria. Nel periodo successivo, fra gli anni 60-70, alcuni artisti di Laterza, tra i quali Giuseppe De Vie­tro, figlio di Michele, Nunzio Cafaro, Vincenzo Passarelli e Domenico Pugliese, decisero di decorare quegli ogget­ti che il De Vietro forgiava. Cominciarono cosi gli studi sul­la tradizione faenzara, e si cercò di ricostruire i colori che aveva­no fatto della ceramica di Later­za lo splendore dei secoli passati. Alla morte di Michele De Vie­tro, i tre artisti hanno continuato la loro esperienza, ognuno con uno stile e una tecnica diversa e per­sonalizzata. Abbiamo, pertanto, vasi, servizi completi di tazze e piatti di Giu­seppe De Vietro
che hanno conservato la tradizione dei colori, delle forme dell’antica ceramica; quadri di Vincenzo Passarelli su piastrelle assimilate tra loro a formare un unico e bellissimo as­sieme di arte figurativa; i prege­voli dipinti di arte bizantina di Domenico Pugliese su mattoni antichizzati. In seguito altri artisti han­no ripreso a lavorare la ceramica, anch’essi con stili completamen­te differenti tra loro. In quest’ultimo periodo, altri giovani laertini si stanno adope­rando per scoprire l’arte faenzara frequentando corsi di formazione specifica. 

Oggi si tenta la riscoperta e valorizzazione dell’antica arte maiolica laertina. La conoscenza e la sensibilizzazione DEVE partire sin dalle scuole elementari, medie e liceali. 
Con la realizzazione del Liceo Artistico a Laterza si è data nuova linfa all'arte maiolicara e stanno emergendo talentuosi artisti, che si spera possano essere tutti coinvolti in un progetto comune, tanto da riportare nel nostro paese quello splendore artistico che nei secoli scorsi ha fatto di Laterza, la culla dell’arte faenzara del Meridione. 
E la realizzazione del Museo della Maiolica di Laterza, qui a Laterza, da Noi da sempre auspicato e perorato, puo' essere il trampolino di lancio dei nuovi Artisti. 

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