giovedì 13 giugno 2013

Capitolo V - IV : LE ORIGINI di Laterza - Il Centro Storico

IL CENTRO STORICO
 Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

L’abitato di Laterza è ubicato in corrispondenza di un alto morfologico (350 s.m) le cui acque torrentizie scorrono verso lo Ionio; confina a Sud-Est con il profondo vallone della Gravina, mentre a Sud-Ovest è delimitata dall’incisione torrentizia detta Gravina del Cervo. L’antico insediamento con  urbanistica di tipo ipogeo si è sviluppata in epoca medievale nella parte Sud-orientale dell’attuale abitato, in vicinanza di una sorgente perenne, in corrispondenza di un vasto impluvio scavato nel tufo, costituito da vari solchi o lame, che convergono nella Gravina del Cervo (solo da pochi decenni tali lame sono state trasformate in strade). Sui fianchi delle lame, scavate nei vari piani, si determinò l’abitato rupestre con grotte sviluppate perpendicolarmente alle curve di livello; su queste cavità successivamente si edificarono case sovraterranee, le chiese e il castello (1381). Nel XVI secolo il Centro Storico è completamente edificato ed è delimitato in parte dalle antiche mura e dalla Gravina. Numerosi terremoti nel corso del tempo sono stati causa di crolli di abitazioni e determinarono uno sfoltimento della densità abitativa originaria.
Il Centro Storico di Laterza è uno dei più belli e meglio conservati fra i centri storici del circondario. L’insediamento è caratterizzato da abitazioni di relative proporzioni risalenti ai secoli XVI e XVII che si concentrano entro le mura di cinta dell’antica città. Qui si svolgevano attività commerciali e di trasformazione; si pensi alle concerie e all’omonima via ove avveniva la lavorazione della concia delle pelli e della lana; all’industria armentizia, considerato che l’economia locale era basata prevalentemente sul lavoro agricolo e sull’allevamento, macellazione e conservazione delle carni. Di spiccato rilievo era una industria peculiare come quella denominata “dell’arte figulina” l
a cui produzione ha accentuato nel corso dei secoli gli scambi commerciali con province e terre anche lontane. Nel centro storico non mancano opere pubbliche che assumono una notevole importanza dal punto di vista sociale e civile; va ricordata la Fontana sorgiva del 1544 che ancora oggi dona le sue fresche acque; la Meridiana secentesca composta con grande raffinatezza di caratteri; i luoghi sacri cosparsi per l’intera area urbana, come la chiesa Matrice di San Lorenzo Martire del secolo XV, dagli elementi romanici di fascino artistico; la chiesa dedicata alle Sante Anime Purganti, maestosa e splendente del rococò pugliese classico del ‘700; altre strutture ancora che, sebbene profanate, vanno a rappresentare preziosi documenti attinenti il nostro passato, ci riferiamo alla chiesa di San Nicola dei Greci, di Santo Spirito, di Santa Maria della Vittoria, di San Carlo. E’ ipotizzabile che in quei secoli vi fosse una Cancelleria nella quale venivano redatti documenti e atti civili. Vi era anche una antica farmacia ove veniva praticata l’arte medica. Le ricorrenti scorrerie barbariche favorirono la conoscenza di rinnovate forme artistiche e culturali con documentazioni ancora conservate; di raffinatezza ornamentale vengono considerate non poche strutture architettoniche che stimolano l’osservazione del visitatore. Vanno ricordate logge arcuate a tutto sesto, decorazioni di capitelli e colonne, timpani e facciate barocche delle abitazioni più eminenti. Era presente l’autorità amministrativa, come attesta la struttura di un Castello risalente al Medioevo, poi ampliato nell’anno 1548 ove i Marchesi di Laterza si sono susseguiti fin dal XVI secolo, eredi di grandi feudatari medievali; gli ultimi in ordine cronologico sono stati i D’Azzia e i Perez Navarrete.

 Cause di degrado del centro storico
  
A seguito del terremoto del Novembre 1980 numerosi edifici del centro storico, già in stato di degrado, furono ulteriormente lesionati e si temette per la loro staticità. Fu ipotizzata la presenza di una faglia nel costone roccioso, responsabile dei dissesti dei fabbricati. L’abitato è fondato su tufi 
calcarei senoniani, stratigraficamente sottostanti. Nel centro storico le cavità scavate nella roccia tufacea sono 124, 59 di esse sono accessibili. Lo stato di degrado fisico, chimico e meccanico di molte cavità è spinto a tal punto da rendere prossime al crollo le strutture viarie e abitative sovrastanti. Le correlazioni tra i tipi di fratture hanno permesso la datazione delle stesse rispetto agli eventi tettonici del passato e la loro evoluzione futura. Vi è la presenza di sottoservizi noti o abusivi nelle viuzze del centro storico, per gran parte privo di canalizzazioni idrico-fognarie e la presenza di un sistema di faglie nei calcari del territorio. Si sono evidenziate assenza di fondazioni nelle costruzioni: i muri appaiono poggiati direttamente su terreni alluvionali e di riporto. La zona priva di rete idrico-fognante ha subito negli ultimi anni sensibili spostamenti con rotazioni, cedimenti, crolli. Una parte dell’abitato, prossima ai bordi della Gravina è fondata su calcari intensamente fratturati, risente dei distacchi di blocchi lapidei delle pareti a strapiombo, particolarmente nella zona di San Carlo. Le cause del dissesto sono dovute alla presenza di cavità nel sottosuolo, di terreni di sedime compressibili e scadenti, all’instabilità della parete rocciosa di sostegno dell’abitato. L’intervento di recupero è stato indirizzato da parte delle ultime amministrazioni a quelle costruzioni che non minacciano un immediato pericolo di crollo.



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