lunedì 24 giugno 2013

Capitolo V-V: LE ORIGINI di Laterza - Le festività religiose


Le festività religiose di Laterza
 Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI


Laterza possiede grandi tradizioni religiose. Nel corso dei secoli i nostri antenati hanno usato per il culto religioso prima le grotte naturali, poi chiese vere e proprie. Il nostro territorio è particolarmente ricco di grotte, le più famose sono quelle di San Pietro, con cunicoli lunghi alcuni chilometri. Secondo la tradizione pare vi abbia soggiornano San Pietro mentre si recava a Roma. In queste grotte i laertini si sono rifugiati nel corso dei secoli quando i pericoli si facevano più grandi. Lungo i 12 km della nostra Gravina ci sono numerose chiese rupestri (trenta): i monaci e la popolazione laertina vi svolgevano i culti religiosi. La chiesa più antica di Laterza è l’Assunta (1112) ove viene festeggiata il 16 Luglio di ogni anno la Madonna del Carmine. Nelle vicinanze vi è il Santuario Mater Domini dedicato alla Madonna, patrona di Laterza (una grande festa si svolge il 20 Maggio). Altre festività sono quella dei Santi Medici (27 Settembre), di San Lorenzo (nella chiesa Matrice il 10 Agosto), Santa Lucia (il 13 Dicembre), Sant’Antonio (il 13 Giugno), Madonna delle Grazie (chiesa di campagna festeggiata il Martedì dopo Pasqua). Il mese di Maggio è il più atteso dai laertini, vi ricorre, infatti, la festa della Mater Domini, patrona di Laterza che da secoli scandisce il passare degli anni. Il 20 Maggio una pioggia di petali profumati e bigliettini votivi copre la statua della Vergine lungo il percorso che va dal Santuario alla Chiesa Madre di San Lorenzo. La processione si snoda lungo le vie del paese fra ali di folla composta. La statua della Venerata, una volta giunta in San Lorenzo, viene esposta ed è oggetto di visite da parte dei fedeli. Una processione in senso inverso viene effettuata il giorno dell’ottava e riporta la statua della Vergine al Santuario fra la presenza di pellegrini provenienti da altri paesi. Particolare interesse suscita il corteo dei fedeli aperto dai “tamburre” (gruppo bandistico di bassa musica) ed uno stendardo che riproduce l’immagine della venerata. Seguono le “verginelle” che hanno appena ricevuto il sacramento della comunione, fino a non molto tempo fa preceduto dai gruppi delle confraternite di San Carlo, della Vittoria, dell’Assunta, del Purgatorio, distinguibili dai colori delle mantelline. La processione è accompagnata da file di fedeli recanti in mano in segno di devozione un cero acceso. Il corteo retrostante la Vergine è aperto dai rappresentanti del Comitato e dalle autorità civili e militari. Seguono i gruppi bandistici e una folla di fedeli. Tradizione vuole che l’inizio e la fine della processione siano sanciti dal cosiddetto “pjzze (fuochi artificiali). Il programma religioso è accompagnato da uno civile con illuminazione artistica, concerti bandistici e musica leggera, fuochi pirotecnici e la tradizionale fiera il giorno 21 Maggio. Particolare interesse suscitò nel 1985 il pellegrinaggio chiamato “Peregrinatio Mariae” che interessò le parrocchie locali durante la Quaresima per festeggiare il Bimillenario della nascita di Maria. Altra festività locale è quella in onore di Maria SS delle Grazie ricorrente il Martedì dopo Pasqua. In tale giornata i laertini si riversano in periferia del paese sulla via per Santeramo ove è sita la chiesetta che per l’occasione ospita l’immagine sacra. Molti sono coloro che considerano questo giorno la vera Pasquetta dei laertini per la particolare atmosfera del luogo dei festeggiamenti.
La presenza dei macellai locali con il cosiddetto “fuquone”, preparano le specialità dell’arrosto. Vi si consuma il dolce chiamato “scarcedda”. La processione riporta l’immagine sacra nella chiesa di Santa Filomena a bordo di un carro addobbato per l’occasione. Il 16 Luglio si svolgono i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, protettrice degli artigiani. Questa festività assume un particolare fascino dovuto al luogo di svolgimento della funzione religiosa (piazzale antistante la chiese dell’Assunta) e per il fatto che la processione ha luogo nel tardo pomeriggio. Tradizione vuole che in questa giornata tutti gli artigiani del paese si fermino. Anche in questa occasione il programma dei festeggiamenti è arricchito da intrattenimenti di spettacoli che allietano il paese nei giorni 16 e 17 Luglio. Il giorno 27 settembre si festeggiano i Santi Medici Cosma e Damiano. Particolare

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giovedì 13 giugno 2013

Capitolo V - IV : LE ORIGINI di Laterza - Il Centro Storico

IL CENTRO STORICO
 Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

L’abitato di Laterza è ubicato in corrispondenza di un alto morfologico (350 s.m) le cui acque torrentizie scorrono verso lo Ionio; confina a Sud-Est con il profondo vallone della Gravina, mentre a Sud-Ovest è delimitata dall’incisione torrentizia detta Gravina del Cervo. L’antico insediamento con  urbanistica di tipo ipogeo si è sviluppata in epoca medievale nella parte Sud-orientale dell’attuale abitato, in vicinanza di una sorgente perenne, in corrispondenza di un vasto impluvio scavato nel tufo, costituito da vari solchi o lame, che convergono nella Gravina del Cervo (solo da pochi decenni tali lame sono state trasformate in strade). Sui fianchi delle lame, scavate nei vari piani, si determinò l’abitato rupestre con grotte sviluppate perpendicolarmente alle curve di livello; su queste cavità successivamente si edificarono case sovraterranee, le chiese e il castello (1381). Nel XVI secolo il Centro Storico è completamente edificato ed è delimitato in parte dalle antiche mura e dalla Gravina. Numerosi terremoti nel corso del tempo sono stati causa di crolli di abitazioni e determinarono uno sfoltimento della densità abitativa originaria.
Il Centro Storico di Laterza è uno dei più belli e meglio conservati fra i centri storici del circondario. L’insediamento è caratterizzato da abitazioni di relative proporzioni risalenti ai secoli XVI e XVII che si concentrano entro le mura di cinta dell’antica città. Qui si svolgevano attività commerciali e di trasformazione; si pensi alle concerie e all’omonima via ove avveniva la lavorazione della concia delle pelli e della lana; all’industria armentizia, considerato che l’economia locale era basata prevalentemente sul lavoro agricolo e sull’allevamento, macellazione e conservazione delle carni. Di spiccato rilievo era una industria peculiare come quella denominata “dell’arte figulina” l

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venerdì 7 giugno 2013

Capitolo V - III : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 3


I ROM DI LATERZA

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI

La popolazione laertina, composta da circa 15.000 abitanti, è ospitale e ben disposta verso il forestiero. E’ stato questo aspetto del carattere del laertino che cinquanta anni fa ha concesso la residenza ad un primo gruppo di zingari o Rom che da quel momento sono diventati stanziali nel nostro territorio. Originariamente questi Rom nei loro viaggi avevano come punto di riferimento la
così detta “Taverna”, un ampio locale facente parte dell’antico castello normanno, oramai decadente seppur acquisito alla proprietà comunale, situato all’ingresso del centro storico e comunemente chiamato Palazzo Marchesale, residenza del Marchese Perez Navarrete. In questa taverna gli zingari sostavano con le loro carovane per tutto il tempo necessario alle loro necessità. Attualmente la comunità Rom residente a Laterza conta oltre 100 unità ed è distribuita in circa quaranta nuclei familiari. La maggior parte di loro è concentrata nel centro storico del paese, necessitante di integrale recupero, in zona caratteristica situata nella immediata vicinanza della Gravina. Le abitazioni occupate dai Rom sono vecchie costruzioni, spesso prive di servizio idrico fognante e quasi mai di loro proprietà. I nuclei familiari tendono ad essere numerosi e, in tanti anni di permanenza in Laterza, non si è ancora verificata una completa integrazione nel tessuto sociale laertino. I Rom si sposano fra di loro e negli anni, raramente hanno voluto emergere socialmente o differenziarsi dal resto della comunità tramite lo studio o la ricerca di lavori alternativi al bracciantato e alla manovalanza edile. La loro scolarizzazione rimane un obbligo mal volentieri accettato, tenuto conto che nei minori l’educazione al valore dell’istruzione è sovente inesistente.

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giovedì 6 giugno 2013

A Sud del Sud dei Santi

A Sud del Sud dei Santi 
Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria” 

(LietoColle) a cura di Michelangelo Zizzi


A Sud del Sud dei Santi è un'Opera che raccoglie la 
migliore produzione poetica pugliese degli ultimi cento 
anni.
Per la sua realizzazione sono stati coinvolti molti critici 
letterari che hanno classificato, con 
coscienza critica, la Poesia Pugliese che, in 
contrapposizione alla più blasonata Poesia 
fiorentina, ha rappresentato l'ossatura di quella 
"borbonica".

In questa Antologia, tra i Poeti del novecento, trova 

menzione il Nostro concittadino Nunzio Tria.





Nunzio Tria con le sue Poesie è presente nelle Antologie di La Vallisa e Portofranco.

Nel 1994 esce la sua prima delle sue tre raccolte, Io Contro.


Nel 1997 è la volta di SCONCETTI





Nel 2004 viene pubblicato ENUCLEO

                                                    




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domenica 2 giugno 2013

Capitolo V-I : LE ORIGINI di Laterza - Gli anni recenti 2



I Sindaci di Laterza

Tratto da: dai Peuceti ai Laertini di D.RIZZI


Questo, di seguito, è l’elenco di coloro che hanno guidato il nostro Paese dal 1860, anno della nascita del Regno Unito d’Italia, fino ai nostri giorni:


1860
1861
Sindaco
SANNELLI Giuseppe
1861
1863
Sindaco
NINNI Luigi
1863

Regio Commissario
GIANNICO Andrea
1863
1865
Sindaco
BARBERIO Giovanni
1866
1874
Sindaco
NINNI Angelo
1875
1876
Sindaco
IPPOLITI Michele
1876
1879
Sindaco
DE BIASI Leonardo
1879
1882
Sindaco
SARNO Luigi
1882
1885
Sindaco
NINNI Angelo
1886
1887
Sindaco
RUSSI Erasmo
1888
1891
Sindaco
BARBERIO Avv. Rocco
1892
1900
Sindaco
DELL’AQUILA Angelo
1900
1902
Sindaco
PUGLIESE Avv. Giuseppe
1903

Commissario Prefettizio
MARO Avv. ERNESTO

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